lunedì 20 febbraio 2012

La 'ndrangheta nel mondo


di Cristina Vellucci e Gennaro Ciaramella  

Come di consueto “Wow” organizza eventi ed incontri culturali con scrittori, giornalisti e personaggi di rilievo. Questo mese ha accolto il nostro invito Orfeo Notaristefano, noto giornalista e scrittore di vari testi tra i quali “Cocaina Connection” e “’Ndrangheta made in Germany”, il quale, è stato concepito in collaborazione con l’Onorevole Giuseppe Lumia. La conferenza, incentrata su “droghe e ‘ndrangheta”, ha toccato vari aspetti e sfaccettature del problema inerente alla mafia calabrese. Il tema comune tra il primo libro “Cocaina connection” e “’Ndrangheta made in Germay” è il traffico di droga a livello mondiale. Quali sono le differenze tra le due edizioni? Mentre il primo lavoro consta di due edizioni, che si differenziano fondamentalmente per l’aggiornamento dei dati (consumi e morti per l’assunzioni di stupefacenti), “’Ndrangheta made in Germany”è il risultato di un ulteriore sforzo nell’elaborazione dei materiali relativi alle operazioni malavitose per espandersi dai territori d’origine in tutta Italia, soprattutto a Milano e in Lombardia. Cosa ha accomunato Lei e l’Onorevole Lumia e cosa vi ha spinto a collaborare all’edizione di “’Ndrangheta made in Germay”? La nostra collaborazione è maturata dalla consapevolezza che le mafie vanno combattute da tutti, a prescindere dal colore politico. Non ci si può dividere tra destra e sinistra in quanto le organizzazioni criminali non hanno partito. Per quali caratteristiche la ‘ndrangheta calabrese si differenzia dalle altre mafie?  Attraverso quale azioni? La differenza sostanziale è insita nel sentimento del pentimento dato che la ‘ndrangheta calabrese è caratterizzata da ‘ndrine, famiglie ristrette o allargate che si muovono orizzontalmente sul territorio. Tale orizzontalità comporta che se ad ogni famiglia corrisponde una ‘ndrina è più difficile che ci siano i pentiti e che accusino un altro membro all’ interno del proprio nucleo.  Il crollo del muro di Berlino è stato un grande traguardo. È stato, però, anche il momento in cui le mafie hanno cominciato ad investire in quella realtà. Lei scrive che la Germania è una succursale delle ‘ndrine calabresi. Come sono riusciti ad arrivare a questa sitazione? I governi tedeschi come hanno e stanno provvedendo? Crollato il muro di Berlino si inizia ad investire nella Germania dell’est. Qualsiasi fonte di investimento significava un onere minore da dover sopportare a livello nazionale e di conseguenza maggiore occupazione, produttività, sviluppo ecc.. non era importante la provenienza del flusso economico ma l’effettiva esistenza di capitali. Il governo, quindi, non era attento nell’individuare la fonte di queste risorse finanziarie. Oggigiorno le ‘ndrine calabresi dirigono quelle tedesche; questo vuol dire che quest’ultime non prendono iniziative autonome senza consenso delle prime. Il 13 Luglio 2010, con l’operazione “Crimine”, sono stati arrestati 300 soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta e imprenditori che hanno un legame con essa. È stata l’operazione con la quale sin dagli anni ’90 si è catturato il maggior numero di criminali. Forse qualcosa sta cambiando? Noi siamo molto fiduciosi: nel mio ultimo lavoro, “’Ndrangheta made in Germany”, sono presenti tre capitoli che rappresentano tre diverse risposte con le quali si riesce a creare una situazione sfavorevole alle mafie, a combatterle e ad isolarle. Bisogna togliere il mezzo di persuasione delle mafie verso il popolo. Come fare quindi a contrastare le mafie? Che valore ha in questa battaglia la nostra classe dirigente? Secondo Lei sta assolvendo ai suoi doveri in questo contesto? C’è una mentalità caratterizzata dal menefreghismo. Si pensa che fino a quando gli eventi non ci toccano direttamente, “che facciano pure!”. Ad esempio in una regione come la Calabria è difficile spiegare e far capire che la ‘ndrangheta si arricchisce dove i territori sono poveri.




Divorati dalle mafie (Class Action gennaio 2012)

Roberto Saviano (foto di Paola D'Urso)
di Raffaele Vallefuoco

La politica istituzionale torna a parlare di mafie. E lo fa, però, peccando di tempismo. Affronta la questione solo quando la comunità è scossa da arresti e blitz antimafia. E’ evidente, quindi, in partenza il fallimento di qualsiasi discussione ex post. Compito di chi è chiamato a rappresentare un territorio, invece,  è predisporre tutti gli interventi ad hoc per arginare lo sconfinamento  della criminalità organizzata. Purtroppo, come emerge dal tono delle discussioni affrontate, la preparazione è piuttosto vaga, per non dire inidonea. Non c’è, nell’attuale classe dirigente locale, una consapevolezza del fenomeno, né tantomeno una valida preparazione relativa alle implicazioni amministrative, se è vero come è vero, che taluni consiglieri comunali si stupiscono della interrelazione Comune – forze di polizia sul versante appalti. Non c’è consapevolezza, in secondo luogo, se ci si meraviglia della presenza sul territorio solo quando scattano le manette, come se il fenomeno mafioso dovesse essere di per sé visibile per essere contrastato. E’ proprio la segretezza delle pratiche mafiose, la loro invisibilità, come mette in evidenza l’analisi di  Jean – François Gayraud, in ‘Divorati dalle mafie’, a distinguere le grandi criminalità organizzate dalla criminalità comune. E sul punto, tanto per stigmatizzare i detrattori delle associazioni e fondazioni antimafia, attente alla sensibilizzazione, è il caso di citare Paolo Borsellino, il quale ripeteva “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”. E’ chiaro, quindi, l’errore di fondo commesso da chi, per le motivazioni più disparate, propone consigli comunali a porte chiuse. Questo sarebbe un regalo ai “sacerdoti della mafia”, come definisce Alberto Spompinato di Ossigeno Informazione, quanti, a vario titolo, ‘derubricano’ la presenza delle mafie nel territorio, proprio confondendola con la criminalità comune. Questo atteggiamento, per vero, è stato quello dominante di gran parte del centrodestra pontino, che ha preferito sempre dissimulare e nicchiare quando le cronache raccontavano di attentati e intimidazioni. E, anzi, si è finito per definire ‘pezzi deviati dello Stato’ chi, invece, metteva in evidenza il rischio di contiguità mafiose – amministrative. Come ricorda Roberto Saviano: “raccontare è resistere” e in fondo di ‘partigiani della verità’ non ce ne sono mai troppi. Per questo, noi continueremo a raccontare il nostro territorio, per proteggerlo, per difenderlo.

giovedì 24 novembre 2011

I progetti di Libera Frosinone

Libera è un contenitore di idee, persone, progetti e attività finalizzato a sistematizzare e dare continuità a esperienze formative di educazione alla legalità, democratica, responsabilità e cittadinanza. Libera è anche un ente di formazione accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione per la realizzazione di corsi e programmi di formazione sui temi dell'educazione alla legalità democratica ed allacittadinanza attiva. La nostra associazione ha sviluppato dei percorsi didattici per gli istituti scolastici di ogni grado – spiega Giovanni Pizzuti, referente di Libera Frosinone - i percorsi hanno per oggetto tematiche come le mafie, le ecomafie, le agromafie, l'immigrazione e la corruzione -.  Inoltre anche quest'anno in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e della Ricerca è stato promosso il concorso “Regaliamoci 2011/2012”. Le tracce di quest'anno sono: “L'etica Libera la bellezza” per le scuole primarie, “Segnal-etica di cittadinanza” per le scuolesecondarie di primo grado e “Corretti e non corrotti” per lescuole secondarie di secondo grado.  E' possibile aderire al concorsoentro il 19 dicembre, la consegna dei lavori è prevista per marzo 2012. - La lotta alleillegalità non può essere svolta in via esclusiva dalle forze dell'ordine e dalla magistratura, per questa ragione riteniamo fondamentale che un ragionamento sulla dimensione culturale delfenomeno mafioso, non possa prescindere dai temi dell'esigibilità dei diritti e della corresponsabilità verso i doveri di cui ognuno di noi, in quanto parte della comunità di riferimento, è portatore. Invitiamo le scuole interessate a contattarci, i nostri volontari sono disponibili a lavorare con i studenti e a fornire maggiori informazioni sul concorso “Regaliamoci 2011-2012”. E' possibile trovare maggiori informazioni suwww.liberafrosinone.it/formazione-.

Operazione 'Golfo', l'intervento dei Giovani Democratici di Formia

Il circolo Impastato / Milk dei Giovani Democratici di Formia interviene sull’operazione ‘Golfo’ appena condotta dagli agenti della Questura di Latina e dai militari della Gdf di Roma, su mandato della Dda partenopea, chiedendo un nuovo approccio per la tutela del territorio. “Formia e dintorni chiedono un nuovo passo nel contrasto alle criminalità organizzate che operano nel comprensorio. Non è una novità la presenza della camorra, ma questa volta scade l’alibi di certa politica che ha tentato sistematicamente di sminuirne il problema. Pretendiamo risposte in ordine alla strategia che si intende porre in essere al fine di affiancare, sotto il profilo politico, economico e culturale, l’energica attività delle forze dell’ordine e della magistratura, a cui va il nostro ringraziamento. Ma non deve trattarsi di una risposta individuale. No, ciascuna comunità che si riconosce nel Golfo di Gaeta è chiamata a concorrere nella definizione di questo scatto d’orgoglio, individuando ciascuno, per il proprio ruolo, gli strumenti tesi ad arginare lo sconfinamento delle mafie sul nostro territorio. Lo pretendiamo, è arrivato il momento”.  

Operazione 'Golfo', l'intervento della fondazione Antonino Caponnetto

L’operazione “Golfo” condotta all’alba di questa mattina dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Latina e i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma della Gdf, su mandato della Dda partenopea, nel comune di Formia stimola l’analisi della Fondazione Antonino Caponnetto. Il sodalizio, per mezzo del suo presidente e del referente Lazio, rispettivamente Salvatore Calleri e Raffaele Vallefuoco, torna sull’esposizione mafiosa del sud pontino. “Il blitz odierno conferma la capacità delle mafie, e della camorra, in particolare, di insinuarsi negli interstizi del territorio pontino. Tutti gli allarmi lanciati in questi anni sul rischio di ‘contestualizzazione’ delle criminalità organizzate, che adesso appare come una realtà inequivocabile, pesano, quest’oggi su quanti per anni hanno derubricato la presenza mafiosa a mera criminalità comune, o addirittura, negandone la presenza. L’operazione ‘Golfo’ evidenzia un’esposizione che comprende tutto il comprensorio e che necessità di una strategia d’approccio che corra lungo le direzioni geografiche ed economico – politiche. Questo significa che urge una risposta comune da parte di tutti i comuni inseriti nella geografia del Golfo di Gaeta e coinvolga in una complessa strategia di argine tutte le forze sociali del territorio. Solo così, potremmo dare il nostro contributo allo straordinario lavoro posto in essere con dedizione e coraggio dagli uomini e donne delle forze armate e contestualmente dalla magistratura partenopea. A loro un forte ringraziamento per l’opera di tutela e salvaguardia del comprensorio”.


sabato 12 novembre 2011

Sostegno agli amici di Libera dal responsabile Lazio della Fondazione Caponnetto

“Profonda amarezza”. E’ questo il sentimento del responsabile Lazio della Fondazione Caponnetto, Raffaele Vallefuoco, all’indomani dell’ennesimo vile gesto perpetrato ai danni del Villaggio della Legalità “Serafino Famà” di Borgo Sabotino. “Non ci resta che condannare questo accanimento contro gli amici di Libera che segna la linea di non ritorno per questa nostra provincia. E’ necessaria, infatti, una riposta collettiva nel condannare questo atteggiamento intimidatorio, nella consapevolezza che ogni attacco perpetrato non è isolato, ma colpisce ciascuno di noi. Per questo siamo al fianco dei ragazzi di Libera, stigmatizzando questo vile tentativo intimidatorio, ed offrendogli il nostro incondizionato sostegno”.

venerdì 11 novembre 2011

Ennesimo sabotaggio al Villaggio della Legalità, la presa di posizione di Libera

Il coordinamento Libera Latina denuncia l'ennesimo atto di sabatoggio ai danni del Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino. E lo fa, esprimento tutta la sua rabbia, affidandola a queste parole: “
Vandali in azione al Villaggio della Legalità
(il Villaggio all'indomani della prima aggressione)
Ennesimo sabotaggio ai danni del Villaggio della Legalità "Serafino Famà" di Borgo Sabotino. Solo tre giorni fa, il villaggio aveva ospitato la seduta straordinaria della Commissione regionale sicurezza e legalità presieduta dall’onorevole Filiberto Zaratti ed a cui ha partecipato anche il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi. Nelle giornata di oggi invece era in programma la proiezione del documentario La Quinta Mafia prodotto da Libera, un’iniziativa organizzata insieme a Rinascita Civile e ad altre associazioni e ben pubblicizzata. Per impedire il normale svolgimento delle attività, nelle ore notturne sono state rubate le due pompe idrauliche necessarie per l’asservimento dell’acqua su tutta la struttura. Poche ore primaerano stati sottratti i rubinetti delle fontane che si trovano nel campo. Vistala posizione delle pompe idrauliche non era facile trovarle soprattutto albuio. Le stesse erano state sostituite dai tecnici del Comune di Latina nelmese di agosto dopo i danneggiamenti subiti da ignoti. Le pompe idrauliche sonostate smontate ad arte e portate via. Attualmente l’impianto idraulico non èfunzionante. Appare singolare il fatto che certi episodi precedano puntualmentela proiezione del documentario La Quinta Mafia che racconta le mafie nel Lazioe soprattutto denuncia le ecomafie di Borgo Montello e l’omicidio di Don CesareBoschin senza dimenticare che Borgo Montello dista linea pochi chilometri dalbene confiscato. L’ennesimo attacco al Villaggio della Legalità, una chiara sfida alle istituzioni e ai cittadini responsabili di questa terra". Quindi fa eco, il coordinatore regionale del sodalizio, Antonio Turri: "Non ci sono parole, ogni qualvolta c’è un’iniziativa arriva un segnale. L’ ennesimo atto di sabotaggio è un una chiara sfida alle istituzioni e ai
cittadini responsabili di questo territorio”, conclude l'esponente.

domenica 23 ottobre 2011

Vandali al Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino, l'indignazione di don Ciotti

Vandalizzato il Villaggio della Legalità
Vandali al Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino. A darne notizia è don Luigi Ciotti, leader di Libera, il quale esprime tutta la sua indignazione per questo grave atto. Spiega: “Un atto vile e  grave, nessuno puo' pensare di  vandalizzare e fermare  l'impegno ed il protagonismo delle realta' associative locali impegnate in  percorsi di democrazia e giustizia sociale. Un atto grave, vile che colpisce un bene confiscato e restituito alla collettività e dove Libera si era resa disponibile su richiesta del ccommissario Prefettizio di Latina  al fine di accompagnare il percorso di recupero , valorizzazione del bene con il  protagonismo delle realta' associative locali. Nessuno puo' pensare di vandalizzare e di fermare questo impegno delle tante realtà  del posto che insieme con fatica,passione  e responsabilità stanno realizzando  percorsi di democrazia e giustizia sociale. In una nota Don Luigi Ciotti, presidente di Libera commenta l'atto vandalico  che nella notte ha distrutto la parte interna aperta al pubblico del  Villaggio della Legalità  di Borgo Sabotino, in provincia di Latina, bene confiscato per abusivismo edilizio e affidato all'associazione. Sono andati distrutti computer, impianti elettrici,amplificazioni, suppellettili. Le vetrate sono state distrutte a picconate con danni complessivi  per migliaia di euro. Nella giornata odierna Libera aveva organizzato nel Villaggio della Legalità  un' iniziativa con la partecipazione dei presidi di Libera e degli scout sulla figura di Don Cesare Boschin,prete ucciso a Borgo Montello che dista a pochi chilometri, per aver denunciato traffici di rifiuti tossici nella discarica per l'appunto di Borgo Montello. La giornata prevedeva anche la proiezione del documentario  “La Quinta Mafia”. “E' urgente-prosegue Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie- intervenire,  e mettere in campo tutti gli strumenti necessari per individuare in tempi brevi i responsabili  per dare un segnale forte della presenza dello Stato in una provincia dove radicamento e contaminazione mafiosa  sono un fenomeno assodato  e preoccupante”.Il  villaggio della legalità dove trovano spazio e accoglienza associazioni e gruppi di volontariato e che quest'estate ha ospitato centinaia di volontari provenienti da tutt'Italia per i campi  estivi formazione, si estende su un'area di quattro ettari con  strutture per centinaia di migliaia di euro, destinate a feste e ad ospitare decine e decine di roulotte. Tutto rigorosamente abusivo e con un giro di soldi "regolarmente" in nero. Il 'villaggio' è stato confiscato per abusivismo edilizio e nell' aprile del 2011 il commissario prefettizio di Latina Guido Nardone che ha richiesto ufficialmente a Libera di assumersi l'incarico di accompagnare le tante associazioni locali nella realizzazione di un percorso di protagonismo e di cittadinanza attiva.

lunedì 17 ottobre 2011

Le mani delle mafie sulla Capitale, l'intervento di Antonio Turri

"Il sequestro di oggi dell'edificio ospitante il Teatro Ghione a Roma, cosi come quello di un albergo in provincia di  Frosinone e di numerose società  aventi sede nella Capitale, rappresentano la faccia economica della Quinta Mafia. E' l'ennesima  dimostrazione di come le mafie abbiano da anni deciso di investire i  loro ingenti capitali a Roma e nel Lazio. Oramai si consolida la  diversità nel modus operandi delle mafie nella loro azione di  riciclaggio sicuramente rappresentata dal coinvolgimento di imprenditori laziali che sono stati contaminati da organizzazioni  criminali che sembrano sempre più spesso collaborare con pezzi  dell'economia, della politica e della criminalità  autoctona laziale per  le loro attività delinquenziali. Per questo motivo da tempo come Libera, visto lo spessore criminale rappresentato dai personaggi rimasti  coinvolti, riteniamo che  si stia formando una mafia locale, da  contaminazione,che abbiamo definito quinta mafia, composta da elementi  delle mafie d'importazioni, elementi collaboranti della criminalità  autoctona e pezzi dell'economia e della politica della regione Lazio". In una nota Antonio Turri, responsabile Libera Lazio commenta l'ultimo  sequestro operato dalla Dia che ha coinvolto numerosi beni nella  Capitale. Del resto alcuni numeri sono evidenti: in un solo anno, dal luglio 2010 al luglio 2011, sono stati sequestrati e confiscati beni di  mafiosi per oltre 330 milioni di euro, mentre secondo l'ultimo report  dell' Ufficio d'Informazione Finanziaria della Banca d'Italia nei primi  sei mesi del 2011  sono state raccolte solo a Roma notizie su 2473 operazioni sospette di riciclaggio. Il 26 ottobre presso la Facoltà  di  Giurisprudenza, Università  La Sapienza Libera promuove una giornata di  analisi, studio e proposta sulle infiltrazione e radicamento delle  mafie nel Lazio con la partecipazione di magistrati, rappresentanti  delle Forze dell'Ordine, delle Istituzioni.

domenica 28 agosto 2011

Gravissima intimidazione alla Cgil di Manduria

Gravissima intimidazione contro la Cgil di Manduria. L’episodio, avvenuto nella notte del 24 agosto davanti la Cdl di Manduria, non spaventa il sodalizio che, anzi, ribadisce il proprio impegno nella denuncia di ogni atto di intimidazione e chiede che vengano individuati rapidamente i colpevoli. Infatti la segreteria nazionale inteviene: "Questa notte ignoti hanno esploso diversi colpi di pistola contro il portone della Camera del Lavoro comunale di Manduria in provincia di Taranto. Episodio grave ed allarmante in questa delicata fase politica del Paese, soprattutto perchè rivolto ad una sede di Camera del Lavoro: da sempre luogo di insediamento democratico e di tutela dei diritti dei lavoratori sul territorio. La Cgil nazionale esprime la più ferma indignazione e condanna per questa vile intimidazione. Nel contempo ribadisce il pieno sostegno e la solidarietà alle compagne ed ai compagni del gruppo dirigente confederale, ai delegati, ai militanti ed ai lavoratori di Manduria.
La Cgil nazionale ribadisce il proprio impegno nella denuncia di ogni atto di intimidazione e nella necessaria vigilanza democratica in difesa dei valori della libertà, della democrazia e della convivenza civile”. La redazione di Wow esprime la propria vicinanza al sodalizio.

domenica 31 luglio 2011

E' morto il giornalista Giuseppe D'Avanzo

Giuseppe D'Avanzo
La morte ha sortito più effetti di quanti potesse farne qualsiasi legge antiscoop o bavaglio.
Partecipiamo alla dipartita di Giuseppe D'Avanzo
La redazione
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/07/30/news/morto_giuseppe_d_avanzo-19815836/?ref=HRER2-1

lunedì 13 giugno 2011

Nuovo guasto alla condotta adduttrice ad Acqualonga: clicca sulla videonotizia

E' proprio il caso di dirlo: piove sempre sul bagnato. Tant'è che stamani dobbiamo registrare una nuova rottura della condotta adduttrice in via Acqualonga. Un nuovo cedimento che paralizza completamente il quartiere. Interdetto ogni passaggio per raggiungere il centro e la variante dell'Appia. L'unica alternativa praticabile è rappresentata dalla strada interna che incontra via Ponzanello, difficilmente percorribile dai mezzi per i servizi d'emergenza.

Servizio su WowNotizieTV: http://www.youtube.com/user/WownotizieTv?feature=mhum

lunedì 28 marzo 2011

Tour pontino per la Fondazione Antonino Caponnetto

Si rinnova, come ogni anno, il tour pontino della fondazione Antonino Caponnetto nelle scuole del territorio della provincia di Latina. Una full immersion che ha preso avvio con l’incontro andato oggi lunedì 28 marzo a Latina, presso il Liceo Classico Dante Alighieri, al quale ha partecipato Salvatore Calleri, presidente del sodalizio antimafia. Un evento fortemente voluto dalla scuola, impreziosito dalla presenza del questore di Latina Niccolò D’Angelo, già protagonista nel contrasto alle criminalità organizzate. Tra i relatori anche Antonio Di Lauro, responsabile della Campania per la Fondazione Caponnetto.  Al centro del dibattito l’ecomafia e l’illegalità dilagante che offendono il nostro territorio, con una precipua attenzione al ruolo che le giovani generazioni devono incarnare per rendersi protagonisti di quella “rivolta morale” invocata a novembre dal procuratore Piero Grasso , nel corso del Vertice antimafia di Campi Bisenzio. Un evento al quale prese parte anche una delegazione del Dante Alighieri. Ma questa tappa è stato solo l’incipit del tour che porterà la fondazione in quattro diverse realtà del nostro territorio: Formia, Gaeta e Minturno, per riannodare i fili del confronto con gli studenti tessuto in questi anni di incontri ed eventi. Prenderanno parte ai confronti già programmati anche Lorenzo Diana, coordinatore nazionale di Insieme per la Legalità e Antonio Iafano, responsabile territoriale di Ammazzatecitutti.

mercoledì 23 marzo 2011

domenica 6 marzo 2011

Percorsi di Legalità venerdì 11 marzo a Chieti

La locandina dell'evento
Si ripeterà, come ogni anno, venerdì 11 marzo, alle 10, presso l’Auditorum del rettorato dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti – Pescara il progetto “Percorsi per la legalità” fortemente voluto dall’ateneo ospitante, la Voce di Fiore, le fondazioni Antonino Scopelliti e Antonino Caponnetto, le associazione Ammazzateci Tutti e Verso Sud. Sottotitolo dell’evento: “I giovani contro le mafie. ‘Ndrangheta made in Germany’ e ‘Primo sangue’, in due libri la violenza e la strategia espansiva della mafia calabrese, presente anche in Abruzzo”. Diversi gli interventi programmati. Ad aprire l’evento sarà il magnifico rettore Prof. Franco Cuccurullo; quindi Giuseppe Lumia, senatore della Commissione Parlamentare Antimafia; Nicoletta Verì, presidente comm. Affari sociali e tutela della salute Regione Abruzzo; Nicola Trifuoggi, procuratore della Repubblica di Pescara; Antonello Canzano, docente di Sociologia dei fenomeni politici UdA; Antonio Iafano, Referente di “Ammazzatecitutti”; Emiliano Morrone, scrittore, “La voce di Fiore”; Raffaele Vallefuoco, responsabile “Fondazione Caponnetto” – Lazio, Luigi Resta, i Guardiani del Borgo Antico, Palagianello (TA). A moderare l’incontro sarà il giornalista e scrittore  Orfeo Notaristefano, instancabile organizzatore dell’appuntamento.

Amministrazione Obama, consuntivo di metà mandato

Obama tra i giovani democrat
di Walter Veltroni
(articolo pubblicato in esclusiva sul numero ottobre / novembre di Wow)

“Mi prendo tutta la responsabilità. Il potere è dei cittadini, io sono qui per servirli, ho il dovere di ascoltare il messaggio”. Così, all’indomani del voto di mid-term, Barack Obama ha commentato, con grandissima onestà e altrettanta franchezza, la secca sconfitta dei democratici. Una sconfitta che in effetti riguarda direttamente il presidente americano, sottoposto, come d’altra parte era già successo a molti dei suoi predecessori, compresi i più recenti, da Reagan a Clinton fino Bush (poi tutti vittoriosi nelle successive elezioni presidenziali), al severo giudizio degli elettori. Ma cosa ha significato, al di là del dato inequivocabile dei sessanta deputati democratici in meno al Congresso, questo voto? Obama ha detto di aver recepito il messaggio, ma quel che è successo significa anche, per caso, che quelle due parole, change, cambiamento, e hope, speranza, attorno alle quali aveva costruito la sua narrazione e articolato le sue concrete proposte nella eccezionale campagna elettorale del 2008 hanno già perso la loro forza, la loro capacità evocativa, il loro profondo senso politico? Vorrei dirlo con chiarezza: io credo di no, sono convinto che non sia così. E non solo perché lo stesso Obama era perfettamente consapevole delle difficoltà sin dalla sera della sua straordinaria vittoria, quando rivolgendosi alla gigantesca folla che lo salutava disse: “la strada che ci aspetta è lunga e in salita”. Sono convinto che la speranza sia ancora viva e che il cambiamento sia ancora possibile, per il semplice motivo che è stato avviato, è in corso, e se non tutto è proceduto con la velocità e la profondità che si poteva auspicare, nessuno che abbia un minimo di onestà intellettuale può negare la realtà delle cose. A cominciare da un fatto: se l’economia americana sente ancora i morsi della crisi, se la disoccupazione è un problema bruciante, vorrà forse dire che non è stato fatto abbastanza, ma non che nulla si è fatto per fronteggiare quella che, non lo si dimentichi mai, è una delle tristi eredità dell’Amministrazione Bush. Tre milioni di posti di lavoro in più sono un fatto, non una opinione. E che dire delle regole per i mercati finanziari e di quella vera e propria rivoluzione rappresentata dall’avvio di una riforma sanitaria che servirà a tutelare milioni di cittadini non così poveri da avere qualche forma di assistenza ma nemmeno così ricchi da potersi permettere una costosa assicurazione privata? C’è poi, in politica estera, l’inizio di un nuovo corso, nel segno del multilateralismo e della cooperazione con il resto della comunità internazionale, voltando finalmente pagina rispetto al tempo dell’unilateralismo, delle presunzioni di autosufficienza o di teorie aberranti come quella della “guerra preventiva”. La mano tesa al mondo islamico, l’aver imboccato con decisione la strada del disarmo nucleare, l’avvio del ritiro dall’Iraq, il tentativo di ricucire il filo dei negoziati in Medio Oriente sono tutti passi conseguenti, figli di una visione che vuole far recuperare all’America quel ruolo di leadership morale che nella storia del Novecento spesso è stato suo, con beneficio del mondo intero. Non è un caso che i repubblicani, e il nuovo e per molti versi inquietante fenomeno dei Tea Party, si siano scatenati tanto contro il Presidente in carica: il cambiamento ai conservatori fa paura, e il loro tentativo è di fermarlo sul nascere, prima che si consolidi, prima che l’azione dell’Amministrazione democratica consenta di uscire dalla crisi ereditata dal recente passato e cominci a dispiegarsi in tutte le sue potenzialità. Un rischio, su tutti, Obama deve però evitare: quello del tecnicismo, del pragmatismo, che in politica serve, per carità, ma non privo di idealità, di capacità evocativa e se necessario di radicalità. Forse è proprio questo, però, il messaggio che Obama ha per fortuna compreso, perché è lui stesso ad aver detto, sempre all’indomani del voto: “Alla Casa Bianca corro il pericolo di vivere come in una bolla. Quando ero un candidato gli americani si identificavano con la mia storia personale. Ora ho bisogno di tornare più spesso là fuori”. E’ così. In America come ovunque, è fuori dai palazzi, lontano dalle alchimie di cui troppo spesso la politica è intrisa, che si  possono trovare le risposte e le soluzioni alle domande e ai problemi delle persone.


sabato 5 marzo 2011

Caos in Egitto, prove di democrazia

Due milioni di egiziani in Piazza Tahrir
di Raffaele Vallefuoco

L’Egitto ha imboccato il cammino verso la democrazia. Un sentiero battuto a ritmo di “Pane e Libertà”. Per 18 giorni gli egiziani hanno sfidato il regime trentennale di Mubarak, manifestando anche con tenacia la propria volontà di riforma. Una rivolta sanguinosa, certo. Ma alla fine piazza Tahrir ha avuto la meglio su un potere, accomodante per l’Occidente, considerando il dialogo praticabile, ma che il popolo considerava ostile. I vox populi, le interviste ai manifestanti sembravano andare in una sola direzione: cambiamento. In fondo sembravano volersi appellare al 3 punto dell’articolo 21 della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo che scandisce: “La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo”. C’è voluto coraggio. Lo hanno avuto gli egiziani a sfidare il regime, lo ha avuto l’America che ha spalleggiato la protesta, pur esprimendo inizialmente un po’ di disagio. Alla fine, però, il presidente Obama ha esultato: “Il popolo egiziano ha smentito l’idea che la violenza è la via per la giustizia”. Una posizione che premia il diritto di autodeterminazione di un popolo, ma che desta, comunque, qualche diffidenza. C’è la paura che la rivoluzione possa generare un nuovo regime fondamentalista. Ma non tutti gli analisti sono concordi con questa visione. Giovanni De Mauro, direttore del settimanale Internazionale, ha espresso il suo ottimismo, riprendendo le parole di  Slavoj Žižek, il quale ha condannato “l’ipocrisia dei liberal occidentali … i quali hanno sempre sostenuto la democrazia, ma ora che la gente si rivolta contro i tiranni in nome della libertà e della giustizia, e non in nome della religione, ecco che si preoccupano”. La libertà è prorotta in piazza Tahrir e sulle pagine Twitter degli attivisti egiziani. Wael Ghonim, il blogger diventato l’icona della piazza, ha affidato alla rete il suo messaggio: “Ce l’abbiamo fatta, grazie ai giovani egiziani che sono morti per la libertà”. E’ una nuova alba per il popolo egiziano, non credo vogliano recedere dalle loro conquiste.

giovedì 24 febbraio 2011

La lotta di Gaetano Valentino (affetto da distrofia muscolare) per il riconoscimento dei suoi diritti


Sono ormai anni che Gaetano Valentino deve lottare con un muro di gomma e indifferenza per vedersi riconosciuti diritti sacrosanti in un Paese civile. Nella cronaca di Latina Oggi (24 febbraio) tutta la disillusione di Gaetano, che, comunque, continua la sua battaglia, per sè e per gli altri disabili gravi.

Presentazione Primo Sangue di Aldo Pecora (ammazzateci tutt) / Rassegna Stampa

L'articolo relativo alla presentazione di Primo Sangue di Aldo Pecora (Ammazzateci tutti). Nel servizio curato da Aldo Pagano (Latina Oggi 20 febbraio) la cronaca dell'evento voluto dalla redazione di Wow, Ite Gaetano Filangieri e Rete degli Studenti Formia.